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venerdì, maggio 16, 2008

Ho una badante irregolare. Cosa rischio?

La legge italiana prevede espressamente delle sanzioni, penali e amministrative, per il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze un lavoratore straniero privo del permesso di soggiorno.
L’articolo 22, comma 12 del Decreto Legislativo 286/98 (Testo Unico Immigrazione) prevede, infatti, che: “Il datore che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e con l’ammenda di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato”.
Alle sanzioni previste dalla normativa sull’immigrazione, si devono aggiungere poi le sanzioni amministrative per la violazione degli obblighi retributivi e contributivi, in applicazione dell’articolo 2126 del codice civile, che garantisce il diritto del lavoratore alla retribuzione per il lavoro eseguito, anche senza un’assunzione regolare. Se a seguito di controlli svolti durante un’ispezione, le autorità competenti trovano alle dipendenze dei lavoratori stranieri clandestini, scatta quindi a carico del datore di lavoro una denuncia penale.
In seguito si instaura un procedimento penale che si può concludere, se si accerta la responsabilità del datore di lavoro, con una condanna assoggettata alla pena dell'arresto da tre mesi ad un anno. Tuttavia, se l’imputato è incensurato gli si possono riconoscere le attenuanti generiche o la sospensione condizionale della pena.
In realtà, il discorso è un altro: sebbene sia chiara la volontà punitiva della legge, nei fatti è realisticamente difficile che tale tipo di reato venga frequentemente contestato e questo perché, almeno per quello che riguarda il lavoro domestico, si “consuma” tra le mura domestiche. Sicuramente il lavoratore in nero non sporgerà mai una denuncia contro il proprio datore di lavoro esponendosi così al rischio di essere espulso dal territorio italiano e nei fatti, questo si traduce, in una limitata quantità di sentenze di condanna in proporzione al numero di lavoratori domestici impiegati (basta tener presente il numero di domande presentate in occasione dei flussi 2006/2007).

venerdì, ottobre 05, 2007

Badanti straniere in Lombardia

Un esercito di 137mila donne, per lo più dell'est o latino americane. Non sono sempre giovani e piacenti, ma basta vederle all'opera per capire che sono quasi sempre armate di grande pazienza e di umiltà. Per loro i lombardi spendono un miliardo e 600 milioni di euro all'anno, una media di mille euro al mese a famiglia. Sono le badanti, arrivano dai confini del mondo agiato e finiscono nelle case private a curare gli anziani, spesso per 24 ore al giorno, vitto e alloggio incluso nel prezzo. Quegli anziani che in un caso su due non sono autosufficienti: pensionati soli, malati, invalidi ai quali le famiglie, con i ritmi serrati del lavoro e i figli da crescere, fanno fatica a garantire una presenza costante nell´arco del giorno, un aiuto nelle piccole incombenze quotidiane, un controllo della cura personale e un´assistenza per far fronte ai disagi e alle malattie che aumentano con l'età. Senza le badanti, sarebbe il tracollo. Per le famiglie e per il sistema sanitario pubblico. Eppure, solo una badante su tre ha le garanzie di un contratto di lavoro in regola e del permesso di soggiorno.
Il mercato è ormai stabile, saturo: in un anno sono aumentate solo del 4 per cento. Nel 92 per cento dei casi sono straniere. Il loro stipendio viaggia fra gli 850 e i 1.268 euro al mese, a seconda che siano ingaggiate "in nero" o che abbiano l´assunzione regolare, quindi la retribuzione minima prevista dal contratto nazionale di lavoro delle colf. In ogni caso una cifra troppo alta per almeno un anziano su tre, visto che, numeri alla mano, un terzo delle pensioni di vecchiaia - l´unica fonte di reddito per oltre mezzo milione di lombardi - non supera i 500 euro al mese.
I conti in tasca alle famiglie e ai loro vecchi li hanno fatti gli economisti dell'Irs, l'Istituto di ricerca sociale che da due anni, con il progetto "Qualifi-care", varato in collaborazione con Caritas Ambrosiana e Cgil lombardia, sta sperimentando nei Comuni di Sesto San Giovanni e di Brescia, nuove strategie per far emergere il lavoro nero delle badanti e er consentire a chi le assume con tutti i crismi di avere in cambio un lavoro qualificato. Qui sono nati albi professionali e corsi di formazione. I contratti di lavoro firmati sono stati 558. A Brescia, spiegava ieri l´assessore ai Servizi sociali del Comune, hanno fatto anche di più: «Abbiamo stanziato 900.000 euro per dare un contributo mensile di 500 euro al mese alle famiglie che assumono una badante. Finora, versiamo il bonus a 200 persone».
L´Irs ha verificato che in Lombardia, con 1.841.882 anziani di età superiore a 65 anni, ci siano 7,5 badanti ogni cento pensionati. Tra Milano e provincia, stiamo parlando di oltre 85mila «assistenti familiari». I milanesi spendono oltre un miliardo di euro l´anno per i loro stipendi, che il nuovo contratto a fatto salire da 900 a 1.268 euro al mese. «Una cifra notevole, considerando che in nero una badante può costare 3 o 400 euro in meno. Comunque, un affare - spiega Sergio Pasquinelli dell´Irs - considerando che la retta media delle case di cura lombarde è di 1.600 euro, con punte anche di 2.500-2800 euro al mese».
«Il lavoro privato di cura è sempre una relazione fra due soggetti deboli, il datore di lavoro, cioè l´anziano, e il lavoratore, cioè una donna straniera, ancora clandestina nel 41 per cento dei casi, senza contratto per un altro 20 per cento - ha spiegato don Roberto Davanzo -. «Il welfare pubblico offre sempre meno garanzie e le famiglie vengono lasciate sole con i loro vecchi da curare e i costi crescenti da affrontare. La Regione potrebbe creare un "Fondo per la non autosufficienza" per sostenere le famiglie che scelgono l´assistenza domiciliare invece del ricovero».

martedì, ottobre 02, 2007

Pagamento contributi INPS

Ricordiamo che il pagamento dei contributi INPS per lavoro domestico
relativi al 3° trimestre 2007 dovranno essere versati
tramite bollettino apposito entro il prossimo 10 ottobre.

mercoledì, luglio 04, 2007

Contributi INPS

Ricordiamo che entro martedì 10 luglio dovranno essere versati tramite apposito bollettino postale i contributi per il lavoro domestico relativi al II trimestre (aprile-maggio-giugno).
Per informazioni sul calcolo dei CTB e sulla compilazione dei bollettini potete rivolgervi al nostro Ufficio.

lunedì, giugno 25, 2007

Tre badanti su 4 vogliono andarsene

ROMA - «Senza di loro l´Italia crollerebbe», dice il ministro Rosy Bindi. Loro, sono le colf, le badanti, quel «famigliare di riserva» che si occupa dei nostri genitori, dei nostri figli, lasciando i suoi oltrecortina, per costruirgli con la sua assenza e il suo lavoro un futuro migliore. Che, dopo mesi passati a vivere in Italia, giudicano i nostri figli «viziati» e i nostri genitori «non accuditi con la giusta attenzione».
«Senza di loro il paese crollerebbe. La situazione è preoccupante, per assistere gli anziani e non autosufficienti occorre in tempi brevi un miliardo di euro perché l´aiuto alle famiglie di un paese che invecchia è una sfida, una questione di civiltà», aggiunge il ministro della famiglia.
Occasione per chiedere finanziamenti e interventi è la presentazione della ricerca «Un welfare fatto in casa». Uno studio approfondito dell´Istituto ricerca delle Acli che inquadra e analizza l´universo di colf e badanti in Italia. L´incerto futuro del welfare casalingo italiano per un dato inquietante: tre badanti su quattro se ne vogliono andare, vogliono tornare al più presto al loro paese (il 19% arriva dall´Ucraina, il 17 dalla Romania, il 12 dalle Filippine) dopo aver raccolto il denaro sufficiente.
Soldi, una media di 800 euro al mese per 42 ore, guadagnati occupandosi nel 51% dei casi di anziani e nel 17% di bambini, il resto lavorando come colf. Una situazione vissuta come provvisoria, col ritorno in patria in testa, tanto che la maggior parte preferisce non mettersi in regola, o non farsi pagare totalmente i contributi sapendo di non avere la pensione in Italia e non essendo questi reversibili nei loro paesi. Così se il 24% è senza documenti di soggiorno, il 57% lavora del tutto o in parte in nero: tra questi, il 61% concorda col datore di lavoro le irregolarità nei versamenti facendosi segnare meno delle 59 ore settimanali in media che nella realtà lavorano i badanti che convivono. Che nel 60% si sentono parte della famiglia tanto che si sono fatti un´idea della situazione: il 51% ritiene che i figli siano viziati dai genitori e il 49% che gli anziani non vengano trattati con la giusta cura. In media hanno 40 anni, donne nell´84% dei casi, sei su dieci hanno marito e figli lontani e il 72% spedisce a casa i soldi guadagnati: il 55% per mantenere la famiglia, il 23 per pagare un´istruzione ai figli, acquistare o costruire una casa (15%).
‘‘Questo sistema di welfare casalingo non può reggere così per sempre - denuncia il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero - perché estremamente logorante, sia per le famiglie che per le lavoratrici immigrate, legate da una dipendenza reciproca e costrette spesso ad accordi al ribasso. Ma anche perché subordinato ai progetti migratori delle colf straniere di "nuova generazione", orientate più di ieri al rientro a casa in tempi brevi, senza che nessuno possa garantirne il ricambio nel medio e lungo periodo».
(Metrpoli-Repubblica, 22 giugno 2007)

mercoledì, ottobre 04, 2006

ATTENZIONE: pagamento contributi colf e badanti

Comunicazione per tutti i datori di lavoro di colf e badanti di rispettare la scadenza dei versamenti dei contributi relativi al trimestre luglio-agosto-settembre entro il 10 ottobre!
Attenzione: le settimane del trimestre sono 14 e non 13!

società civile

la società civile è composta da quelle associazioni e movimenti che più o meno spontaneamente intercettano e intensificano la risonanza suscitata nelle sfere private di vita dalle situazioni sociali problematiche, per poi trasmettere questa risonanza, amplificata, alla sfera politica. il nucleo della società civile è costituito da una rete associativa che istituzionalizza - nel quadro di una "messa in scena" di sfere pubbliche - discorsi miranti a risolvere questioni d'interesse generale... una vitale società civile può svilupparsi solo nel contesto di una cultura politica liberale, nonchè sulla base di un'intatta sfera privata. essa può dunque fiorire solo in un mondo di vita già razionalizzato. in caso diverso sorgono dei movimenti populistici che difendono alla cieca le tradizioni ossificate d'un modo di vita minacciato dalla modernizzazione capitalistica.
(j. habermas)