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venerdì, ottobre 19, 2007

WELFARE:Bonanni, Accordo definitivo, ora il Governo dimostri coerenza

Il nuovo accordo raggiunto sul disegno di legge che recepisce il protocollo del 23 luglio "per noi e' definitivo e pare che lo sia anche per il governo. Ora si tratta solo di mostrare la coerenza da parte dell'esecutivo nel tradurre l'accordo". Così il Segretario generale Cisl, Raffaele Bonanni, in merito all'intesa raggiunta e varata dal Consiglio dei ministri straordinario. Sulle eventuali insidie del passaggio parlamentare, Bonanni ha poi sottolineato: "Le forze politiche possono concorrere ma non possono sostituirsi alle parti sociali. Il Parlamento e' sovrano ma nello stesso Parlamento c'e' un'opinione molto diffusa che assomiglia alla mia. Quando taluni dicono che il Parlamento e' sovrano, questa e' una garanzia anche per noi".
In merito alle modifiche sui contratti a termine e la deroga dopo i 36 mesi, "abbiamo migliorato l'impianto" - ha detto - ma soprattutto "si e' affermato un principio che ha fatto scuola" quello secondo il quale "solo le parti sociali devono mettere le mani su queste questioni. Le cose si possono modificare ma solo attraverso le parti senza invasioni di campo da parte della politica". Bonanni ha poi ricordato che dopo l'accordo sul welfare proseguirà l'iniziativa del sindacato a sostegno della riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti, con una grande manifestazione. "Il nostro impegno inoltre e' per ridefinire - ha continuato Bonanni - l'impianto contrattuale per permettere ai lavoratori di avere di piu' con un secondo livello che ridistribuisca ricchezza".
18/10/2007

venerdì, ottobre 12, 2007

WELFARE: Bonanni, "Risultato molto oltre quello del '95"


"E' quello che mi aspettavo ed i dati sono oltre, molto oltre anche quelli del '95". Il commento di Raffaele Bonanni al risultato del referendum sul Welfare. "Questo dimostra - ha proseguito il segretario generale della Cisl - che i lavoratori vogliono un sindacato autonomo, lontano dai partiti, e invece vedo che i partit vogliono impossessarsi in qualche modo della discussione". "Persino nel settore metalmeccanico il dato nostro è andato ben oltre ogni aspettativa. Ogni volta si parla di Mirafiori ma all' Ilva, la piu' grande azienda metalmeccanica italiana, ha vinto il si' con l'80% e il dato e' definitivo"

martedì, ottobre 09, 2007

Trentamila seggi e 3 giorni per votare - Al via in tutta Italia il refendum sul welfare

ROMA - Per tre giorni, cinque milioni di lavoratori, a cui si aggiungeranno precari, disoccupati e pensionati, andranno a dire la loro sul discusso protocollo sul welfare che il governo ha firmato il 23 luglio scorso con le parti sociali e dovrà essere votato venerdì in Consiglio dei ministri. I tre sindacati - Cgil, Cisl e Uil - sono per il sì. Si oppone la Fiom, così come nella maggioranza la sinistra radicale continua a bocciare l'intesa. Posizioni, quella dell'Ulivo e dei centristi, che si sono finora contrapposte fino alla minaccia del ministro Ferrero di non votare l'accordo in Consiglio dei ministri. A meno che non vengano fatte modifiche. La novità di oggi è che i ministri Padoa Schioppa e Damiano hanno aperto a possibili "aggiustamenti" soprattutto sui lavori usuranti purchè non snaturino l'accordo. Ecco un identikit del referendum.
Numeri - Oltre trentamila seggi, tre giorni di tempo per votare e cinque milioni di voti attesi. Le urne si apriranno nella mattina di lunedì 8. Possono votare lavoratori dipendenti, pensionati, precari e disoccupati presentando nei seggi la busta paga, il libretto di pensione o il certificato del collocamento. Al voto si arriva dopo 53.000 fatte per spiegare l'accordo sul welfare a lavoratori e pensionati.
Orari - Le urne apriranno in corrispondenza del primo turno di lavoro e chiuderanno ovunque alle 14.00 del 10. I risultati ufficiali del voto sono attesi per il 12 ottobre.
Dove si vota - Sono 30 mila i seggi previsti su tutto il territorio nazionale, nelle aziende, nelle sedi sindacali e dei patronati. Previsti anche "seggi itineranti", soprattutto nei piccoli comuni.
Votanti - Cinque milioni è la cifra base da cui parte la stima dei sindacati. In realtà la platea dei lavoratori, pensionati e precari che i sindacati considerano potenzialmente raggiungibili arriva a 15-16 milioni. Bisogna infatti tenere conto del fatto che il 95% delle aziende ha meno di 15 dipendenti e non è quindi sindacalizzata, della dispersione della popolazione sul territorio e dell'età avanzata per una gran parte dei pensionati.
Precedenti - Cgil, Cisl e Uil si aspettano di superare il risultato del referendum del 1995 sulla riforma delle pensioni (oltre 4,4 milioni di voti) e di raggiungere quota cinque milioni di partecipanti al voto. I sindacati si aspettano anche di superare la percentuale dei sì della consultazione di allora (nel 1995 fu il 64%).
Quesiti - Riguardano i nove grandi temi del protocollo: giovani, donne, ammortizzatori sociali, immigrati ed extracomunitari, mercato del lavoro, pensionati, lavori particolarmente usuranti, l'età del pensionamento, le misure a sostegno delle competitività. Sui siti dei sindacati (cgil.it; cisl.it; uil.it) le schede relative ad ogni capitolo con i confronti con la situazione attuale.
(La Repubblica, 9 ottobre 2007)

venerdì, settembre 28, 2007

La CISL contro la violenza e la dittatura in Birmania

La Birmania è un paese martoriato da decenni di violenta dittatura, che ha imposto l’arbitrio come legge e come modalità di governo. Un paese che ha raggiunto il triste primato di essere il primo produttore di metanfetamine al mondo, il secondo per produzione di oppio, il primo per bambini soldato e per la presenza di lavoro forzato.
Inoltre il Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, da ormai 12 anni, è costretta a durissimi arresti domiciliari, mentre oltre mille prigionieri politici, sono vittime di torture ed abusi durante la detenzione, a causa dei quali molti hanno perso la vita.
Il regime militare inoltre si rifiuta di avviare un serio dialogo tripartito con procedure e scadenze condivise con tutte le parti interessate, a partire dalla Lega Nazionale per la Democrazia e le organizzazioni delle nazionalità etniche, ed ha lanciato un inaccettabile processo di "Convenzione Nazionale" per una costituzione, che manterrebbe il potere nelle mani dei militari.
Centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sono tutt’ora costretti al lavoro forzato, da parte sia dei militari, sia delle autorità locali, e sono spesso obbligati alle deportazioni forzate, mentre sono comuni la detenzione e le esecuzioni, torture, stupri, utilizzati come mezzo di potere.

Continua la repressione di tutti i fondamentali diritti umani e sindacali. Gli attivisti del lavoro, le loro famiglie, amici e conoscenti vengono costantemente arrestati, torturati e condannati a pesanti pene detentive, mentre Il regime militare ha dichiarato il sindacato birmano FTUB una organizzazione terroristica.

Accanto alle violazioni dei fondamentali diritti umani e del lavoro si aggiungono la gravissima violazione dei diritti ambientali con la distruzione ed il taglio illegale delle foreste di teak, il dissennato sfruttamento minerario, la costruzione delle dighe sul fiume Salween, che ridurranno alla povertà oltre 500.000 contadini e pescatori danneggiando irrimediabilmente il delicato ecosistema locale.

Poiché tutte le principali attività economiche e produttive sono in mano o sono controllate dal regime militare o dallo stato, l’ILO ha approvato nel 2000 una Risoluzione che chiede a tutti i governi, agli imprenditori e alle organizzazioni sindacali: "di rivedere i loro rapporti con la Birmania e di adottare le misure appropriate affinché tale paese Membro non possa trarre profitto da questi rapporti, per perpetuare o sviluppare il sistema di lavoro forzato. A causa della persistenza del lavoro forzato, tale risoluzione è stata integrata dalla richiesta ai governi di introdurre ulteriori misure, ivi compreso nei confronti degli investimenti diretti esteri e dei rapporti con le imprese birmane statali o di proprietà di militari".

chiediamo

alle imprese italiane che hanno rapporti commerciali con la Birmania e alle multinazionali, a partire da quelle impegnate nel settore forestale, petrolifero, del gas e minerario, nei progetti di costruzione di dighe ed infrastrutture - che comportano ingenti profitti per il regime, la violazione dei diritti umani, sindacali, ambientali - di sospendere i loro rapporti con questo paese, per non contribuire a rafforzare il potere della giunta, che continua ad utilizzare il lavoro forzato e la devastazione ambientale come fonte di potere;

agli enti locali, alle Regioni, al governo Italiano di impegnarsi attivamente per la attuazione della Risoluzione ILO nei confronti delle imprese e di istituire un sistema di disincentivi e di monitoraggio e rapporto regolare all’ILO, sul comportamento delle imprese;
di sostenere il rafforzamento della Posizione Comune dell’UE, inserendo nell’elenco delle imprese con le quali è proibito oggi promuovere accordi e collaborazioni economiche, anche le imprese di proprietà dello stato e dei militari, così come richiesto dal governo birmano in esilio e dall’ILO, a partire dai i prodotti del settore del legno;
di sostenere attivamente le organizzazioni democratiche e sindacali birmane e il governo in esilio;
di continuare a fare pressione per il rilascio immediato e senza condizioni del Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi e di tutti gli altri prigionieri politici, in particolare di Myo Aung Thant; sindacalista dell’FTUB, condannato all’ergastolo;
di rifiutare il riconoscimento del processo di "Convenzione Nazionale" e la costituzione illegittima, predisposta dal regime, sostenendo invece l’impegno del movimento di opposizione democratica, per la promozione di una costituzione democratica e federale;
di sostenere attivamente il dialogo specifico nelle istituzioni EU, ASEAN Association of South East Asian Nations – Associazione delle Nazioni dell'Asia Sud-Orientale, ASEM Asia-European Meeting. e SAARC South Asian Association for Regional Cooperation – Associazione per la cooperazione regionale dell'Asia del Sud., e con i paesi più interessati, per spingere il regime militare ad avviare un efficace dialogo politico con la partecipazione di tutte le parti interessate: i gruppi etnici e la Lega Nazionale per la Democrazia, come condizioni indispensabili per l'istituzione di una vera e propria democrazia e dello stato di diritto;
di richiedere il pieno rispetto delle foreste della Birmania e delle comunità che le abitano;
di richiedere alle organizzazioni internazionali e regionali, comprese le istituzioni finanziarie, di interrompere i prestiti e qualunque altro progetto che coinvolga la Birmania, ad eccezione di quei casi specificamente previsti per la attuazione delle raccomandazioni dell’OIL e per la lotta contro HIV/AIDS, malaria e tubercolosi;
di lavorare per la adozione al Consiglio di Sicurezza ONU, di una Risoluzione, che costringa la giunta ad un tavolo negoziale per la democrazia con tutte le parti interessate a partire dall’NLD e dalle organizzazioni dei gruppi etnici.

venerdì, luglio 06, 2007

Ritardo nel rilascio dei permessi di soggiorno

Pubblichiamo un articolo tratto da Metropoli de "La Repubblica" riguardante i ritardi nel rilascio dei permessi di soggiorno con la nuova procedura del KIT postale. Purtroppo, anche per quanto concerne la Questura di Como, i permessi stanno subendo ritardi ingiustificabili e, come Ufficio Stranieri della CISL, ci stiamo impegnando a livello locale per cercare di ridurre i disagi dei cittadini stranieri che vivono nella nostra provincia. Collegatevi al nostro blog per ulteriori aggiornamenti.
Sit-in e manifestazioni in tutta Italia segnalano il malcontento degli immigrati per i ritardi nel rinnovo dei permessi di soggiorno. La protesta di Treviso ha ricevuto la solidarietà del sindacato di polizia Siulp. A Roma, Cgil Cisl e Uil organizzano due presidi davanti al Viminale e al ministero della Solidarietà sociale (quest'ultimo sul tema del Decreto flussi). La convenzione con Poste italiane sarà al centro oggi di un question-time alla Camera con il ministro dell'Interno Amato. Lettera dei patronati alla direzione Immigrazione.

ROMA - Si moltiplicano in tutta Italia le iniziative di protesta per i disagi causati dal nuovo sistema di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno all'ufficio postale. Il tema sarà al centro questo pomeriggio alle 15.30 di un question time al ministro dell'Interno Amato. Con le manifestazioni invece si comincia domani, venerdì 6 luglio, a Roma con il sit-in organizzato dalla Focsi (Federazione delle organizzazioni e comunità straniere in Italia) di fronte alla sede del ministero dell'Interno. L'appuntamento è alle 12 in piazza dell'Esquilino – Santa Maria Maggiore. L'obiettivo – spiega un comunicato – è “denunciare di nuovo la suddetta convenzione e il dannoso ritardo nel rilascio e nel rinnovo del permesso di soggiorno per tutti coloro che ne hanno fatto richiesta”. Ma la giornata, cui sono invitati sindacati, associazioni e tutti i cittadini, “sarà anche un'occasione per raccogliere idee da proporre a chi di competenza per trovare una soluzione alternativa”. A Treviso invece i tre sindacati confederali, insieme alle associazioni di immigrati della provincia, hanno organizzato una manifestazione pubblica sabato 7 luglio. L'appuntamento è alle 15.30 in piazza Vittoria. Lo scopo è portare all'attenzione delle forze politiche, locali e nazionali, il disagio causato da attese lunghissime e “costi esorbitanti”. Sono stati invitati la prefettura, la Provincia, i sindaci, l'Anci, i partiti, le associazioni imprenditoriali e del volontariato. “Chiediamo – spiegano i sindacati – si vada oltre l'indignazione e si destinino risorse economiche e umane per applicare la legge e ridare dignità a milioni di persone”. La manifestazione ha ricevuto la solidarietà del sindacato di polizia Siulp, che si dice “moralmente vicino agli immigrati”. Per il segretario serenale di Treviso Carlo Furlanetto “la situazione è insostenibile sia per lo straniero sia per il poliziotto che lavora all'ufficio immigrazione”.
Intanto è già in programma, per martedì 17 luglio, una iniziativa nazionale consistente in due sit-in di fronte ai ministeri dell'Interno e della Solidarietà sociale. Quello davanti al Viminale inizierà alle 10.30, il secondo invece sarà alle 15.30 in via Fornivo. La protesta promossa da Cgil, Cisl e Uil ha lo scopo di chiedere al governo un forte segno di discontinuità nelle sue politiche sull'immigrazione. Se la manifestazione all'Interno ha il solito scopo di denunciare il ritardo nel rinnovo dei permessi, quella alla Solidarietà sociale si concentra invece sul problema dei nulla osta all'assunzione legati al Decreto flussi (decine di migliaia di assunzioni perse o ritardate), ma riguarda anche l'assenza di un nuovo Decreto per il 2007, che – scrivono i sindacati – “si configura come un vero e proprio blocco dell'ingresso regolare in Italia”.
I responsabili Immigrazione dei tre sindacati, in due lettere rivolte ai ministri Amato e Ferrero, illustrano le ragioni della protesta e chiedono di essere ricevuti ai ministeri, insieme a rappresentanti degli stranieri, per testimoniare la gravità della situazione. La convenzione con Poste italiane per il rinnovo dei permessi di soggiorno sarà al centro oggi pomeriggio di un question-time con il ministro dell'Interno Giuliano Amato, che verrà illustrato in diretta televisiva dal presidente dei Comunisti italiani Pino Sgobio. La domanda al ministro Amato è “se non ritenga di dover disdire immediatamente la convenzione con le Poste, dati gli alti costi che i cittadini devono sostenere a fronte di un servizio inadeguato e carente, che contribuisce comunque a determinare una percezione dell'accoglienza umiliante e distorta per i migranti”. E se non ritenga urgente “predisporre, in tempi certi, il passaggio delle competenze ai Comuni, prima dei due o tre anni” di cui si è sempre parlato”.
Fra i diversi appelli rivolti al ministro Amato e ai dirigenti del Vimiale per trovare rapide soluzioni al problema, va segnalata anche una lettera aperta inviata il 3 luglio dal Cepa (il Centro patronati che riunisce Inas Cisl, Inca Cgil, Ital Uil e patronato Acli). Nel messaggio i patronati, coinvolti in prima linea nell'assistenza ai cittadini stranieri che devono rinnovare il permesso di soggiorno, chiedono al prefetto Angela Pria (della direzione centrale per l'Immigrazione) la convocazione urgente del tavolo tecnico di confronto istituito presso il ministero, per segnalare i problemi rilevati a livello nazionale. Nella lettera, il presidente del Cepa Giampiero Bonifazi segnala inoltre che “le proposte di aggiornamento della procedura elaborate dal nostro gruppo tecnico non sono state finora neanche discusse”.
(5 luglio 2007)

lunedì, giugno 25, 2007

L'azione politica e l'impegno organizzativo della CISL per l'immigrazione

L'AZIONE POLITICA
La CISL, in aderenza ai valori cui ha legato la propria nascita e crescita nella realtà italiana, si è impegnata a livello nazionale ed a livello locale a favore dei lavoratori immigrati, rivendicando per loro il pieno riconoscimento dei diritti fondamentali, la parità di trattamento e di opportunità, promuovendo azioni contro lo sfruttamento e la clandestinità, favorendo la loro adesione ed il protagonismo nella organizzazione sindacale, sconfiggendo in positivo le spinte a forme di chiusura, se non di vero e proprio razzismo.
Per anni la CISL. ha promosso iniziative politiche per definire normative sugli ingressi, sui soggiorni, sulla parità di trattamento e in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
Dopo l’acquisizione nel 1998 della nuova normativa generale sulla immigrazione, fortemente voluta ed auspicata, si sono realizzate intese sul governo del mercato del lavoro, a partire dalla definizione dei flussi e dal lavoro stagionale, mentre, a livello regionale, si è sviluppata una fase di politica concertativa tra istituzioni, rappresentanze sindacali e dei datori di lavoro, che si è estesa fino ai problemi della casa ed alle condizioni per un inserimento pieno degli immigrati nelle comunità locali.
Anche nell’ambito della contrattazione aziendale si sono ottenuti risultati che rafforzano il percorso dell’integrazione nella società italiana, cercando di rispondere alle specifiche esigenze che gli immigrati pongono (da un migliore apprendimento della lingua italiana alla formazione professionale e a forme di tutela mirata nei posti di lavoro, per quanto riguarda, ad esempio, turni e ferie).
Certo con le più recenti normative introdotte si è resa più difficile quest’azione complessiva di tutela, rompendo proprio quel circuito di azione molteplice (istituzioni ai vari livelli, forze sociali, associazioni) che faticosamente si stava costruendo e strutturando.
Attualmente l’impegno della CISL, in collaborazione con il vasto mondo del volontariato e dell’associazionismo, é finalizzato soprattutto a:
· rendere più equa e proficua possibile l’attuazione della normativa vigente;
· partendo dai vuoti e contraddizioni, presenti nell’attuale normativa, nonchè da taluni limiti di costituzionalità, predisporre interventi equilibrati e coerenti di modifiche da parte del legislatore;
· sensibilizzare i lavoratori e l’opinione pubblica rispetto alle varie problematiche del fenomeno migratorio al fine di arginare gli atteggiamenti di intolleranza e razzismo;
· rendere, nella legalità, sempre più fattore di crescita economica e culturale per il nostro paese la risorsa rappresentata dagli immigrati, di varia etnia, presenti;
· dare configurazione e procedure di normalità ai flussi di richieste di lavoratori che la realtà economica e sociale del paese continuamente avanza;
· far emergere il lavoro irregolare anche degli immigrati, che danneggia, al tempo stesso, gli immigrati e tutti gli altri lavoratori;
· rendere sempre più esteso e legale il lavoro stagionale degli immigrati;
· favorire il riconoscimento della cittadinanza quando non vi siano gravi motivi in contrario;
· per il valore della famiglia facilitare, in presenza di condizioni minime di reddito, i ricongiungimenti;
· per i minori rendere più agevole, da un lato, il percorso di integrazione e, dall’altro, il recupero di lingua, tradizioni, cultura dei paesi di origine;
· definire stato e procedure più snelle e certe per i rifugiati e i richiedenti asilo;
· combattere con più mezzi e decisione i fenomeni del trasporto clandestini e della prostituzione che, a fronte di pochi immigrati criminali, vedono migliaia di immigrati vittime, spesso in senso fisico;
· far sì che sul territorio istituzioni, comunità locali, forze sociali e soggetti del terzo settore sviluppino il massimo sforzo coordinato per un’efficace e vantaggiosa integrazione degli immigrati, salvaguardando e recuperando la loro cultura e le loro tradizioni;
· consentire agli immigrati l’esercizio del diritto di voto amministrativo.
L'IMPEGNO ORGANIZZATIVO
Per rispondere alle esigenze di carattere culturale e solidaristico poste dal numero sempre crescente di immigrati nel nostro paese, la CISL ha favorito e sostenuto la costituzione dell’Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere (ANOLF), che è presente in tutto il territorio nazionale con circa 50.000 immigrati iscritti. Gli oltre 270 centri di assistenza nei diversi Comuni, unitamente all’azione costante di tutela, ma anche di protagonismo, svolta dall’ANOLF nella sua ampia articolazione territoriale, hanno permesso di acquisire una notevole credibilità fra gli immigrati. Ciò ha portato, tra l’altro, all’iscrizione di oltre 175.000 lavoratori immigrati alla CISL.
L’impegno organizzativo della CISL si contraddistingue per il perseguimento dei seguenti obiettivi:
· la diffusione, in tutte le realtà territoriali, dell’ANOLF, in grado di rendere gli immigrati protagonisti della loro tutela, di sviluppare le più idonee iniziative di: informazione, confronto e valorizzazione delle differenze culturali, affermazione effettiva dei diritti degli immigrati, vera solidarietà, integrazione attiva nelle comunità locali;
· la partecipazione degli immigrati ai processi di crescita professionale, il loro inserimento negli organismi sindacali e nell’attività di gestione dei servizi;
· l’istituzione dei “Centri Servizi per Immigrati” con la collaborazione attiva di operatori degli enti della CISL (INAS, CENASCA, IAL, SICET, ADICONSUM, CAAF);
· lo sviluppo di attività di formazione sindacale dedicate agli immigrati, prevedendo sia corsi di primo accostamento, che corsi di secondo livello per delegati e dirigenti immigrati (in particolare vanno segnalati i corsi di formazione realizzati presso il Centro Studi di Firenze che in 12 anni hanno formato circa 400 sindacalisti immigrati, il Campo Scuola estivo, aperto alla presenza di quadri immigrati ed italiani, nonché i corsi monografici per fare acquisire agli immigrati capacità di progettazione finalizzata al loro inserimento nel lavoro e nelle comunità di residenza);
· accordi di collaborazione con i sindacati dei paesi di provenienza per sviluppare la cooperazione e gli impegni di reciprocità (ad oggi sono state sviluppate relazioni con Marocco, Senegal, Tunisia, Capo Verde, Perù).
Tutti questi obiettivi sono stati perseguiti con uno specifico impegno di risorse umane e finanziarie. La Confederazione, infatti, prevede ogni anno un rilevante stanziamento specifico da utilizzare per il “Progetto immigrati”, finalizzato alla valorizzazione della leadership degli immigrati, all’attività dei Centri di assistenza, all’azione di proselitismo, alle iniziative di tutela nel lavoro e di integrazione nella società civile italiana.

giovedì, settembre 21, 2006

Savino Pezzotta nuovo Presidente del CIR

Savino Pezzotta, ex Segretario Generale della CISL, è stato eletto ieri all'unanimità dal Comitato Direttivo nuovo Presidente del CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati).
"L'impegno del CIR nei prossimi mesi - ha dichiarato assumendo l'incarico - si concentrerà perché l'Italia adotti in tempi brevi una legge organica in materia d'asilo e dei diritti dei rifugiati". Punto di partenza sarà la comune proposta di una legge sull'asilo elaborata dalle associazioni del settore che il nuovo presidente ha riconosciuto essere "un gran risultato politico che va sottolineato con forza e decisione e che ora sollecita un'attuazione normativa".
Pezzotta ha dunque annunciato che ora "inizia la fase dell'impegno, della mobilitazione e del confronto con le forze politiche per fare in modo che l'iter parlamentare inizi quanto prima e si possa pervenire, in tempi brevi, ad un risultato concreto".
Savino Pezzotta è una delle figure di spicco del mondo sindacale italiano nel quale è entrato all'età di venti anni, dopo aver cominciato a lavorare come apprendista operaio meccanico dall'età di dodici. Nel dicembre 2000 è stato eletto Segretario Generale della Cisl, carica dalla quale si è dimesso lo scorso aprile. Consigliere CNEL dall'ottobre 1999, Pezzotta è stato anche vice-presidente della Cisl Internazionale e membro del Comitato Esecutivo della Ces. Attualmente è presidente della Fondazione Ezio Tarantelli e componente del CDA del gruppo editoriale Sesaab di Bergamo.

società civile

la società civile è composta da quelle associazioni e movimenti che più o meno spontaneamente intercettano e intensificano la risonanza suscitata nelle sfere private di vita dalle situazioni sociali problematiche, per poi trasmettere questa risonanza, amplificata, alla sfera politica. il nucleo della società civile è costituito da una rete associativa che istituzionalizza - nel quadro di una "messa in scena" di sfere pubbliche - discorsi miranti a risolvere questioni d'interesse generale... una vitale società civile può svilupparsi solo nel contesto di una cultura politica liberale, nonchè sulla base di un'intatta sfera privata. essa può dunque fiorire solo in un mondo di vita già razionalizzato. in caso diverso sorgono dei movimenti populistici che difendono alla cieca le tradizioni ossificate d'un modo di vita minacciato dalla modernizzazione capitalistica.
(j. habermas)